Pretty Face e l’ossessione estetica

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Pretty Face, un rimedio californiano per chi si identifica troppo con la propria immagine esteriore

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Il nome “ufficiale” è Triteleia, ma in California tutti la conoscono come Pretty Face, “bel viso”. E non c’è definizione migliore per questa piccola pianta erbacea dai deliziosi fiori gialli a forma di stella, dal profumo dolcissimo. Con queste corolle delicatamente striate si prepara un’essenza floreale indicata per le persone che “non si piacciono” e sono ossessionate da ideali di bellezza, eleganza e perfezione fisica, che le spingono a continui e dolorosi confronti con gli altri e le fanno sentire insicure e inadeguate.

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          Pretty Face

Sempre con lo specchio in mano e mai contenti della loro immagine, questi soggetti – molto spesso donne, ma negli ultimi anni anche parecchi uomini maniaci della forma esteriore, dei muscoli scolpiti e della palestra – spendono una grande quantità di tempo e di denaro per migliorare il proprio aspetto fisico, magari ricorrendo a diete feroci, ritocchi estetici esagerati o cadendo in una spirale incontrollabile di continue correzioni chirurgiche. Questa ricerca compulsiva della perfezione estetica sta ormai diventando un’ossessione collettiva nell’epoca dei social media, dei selfie e del fotoritocco, fenomeni che hanno condizionato il rapporto con la nostra identità e le relazioni interpersonali.

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                                       Pretty Face

Pretty Face aiuta a ridimensionare l’eccessiva vanità e la fissazione sull’aspetto estetico e permette di prendere coscienza anche della parte interiore più vera e profonda, del proprio valore autentico e di quello che conta davvero, al di là dell’apparenza. Favorisce così una migliore accettazione globale di sé, anche in senso più spirituale e meno narcisistico.

Il rimedio è utile a chi ha paura del tempo che passa ed è terrorizzato dall’idea di invecchiare e perdere il proprio fascino, lo charme, la capacità di attrarre e sedurre; a chi soffre di invidia per chi considera più giovane, bello e “glamour”, ma anche a chi è realmente afflitto da qualche handicap o problema fisico e vive la sua condizione con sofferenza, vergogna e disagio.

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                            Pretty Face

Un interessante campo di impiego di Pretty Face riguarda le problematiche dell’età evolutiva, in particolare nella fascia che va dalla pre-pubertà fino all’adolescenza. Bombardati da modelli estetici adulti e del tutto irreali, già dagli 8 – 9 anni molti bambini cominciano a diventare ipercritici sul proprio aspetto fisico e a ingigantire difetti spesso inesistenti ma fonte di sofferenza, insicurezza e complessi di inferiorità. Le bambine, in particolare, sognano di essere filiformi come la Barbie, perfette come le modelle della pubblicità e belle come le “veline” televisive, concentrando la propria attenzione e basando l’immagine di sé solo sull’aspetto esteriore e sul peso corporeo. In questi casi, il rimedio aiuta a diminuire la vulnerabilità ai modelli esterni e al giudizio altrui, rafforza l’autostima e permette ai ragazzini di accettarsi con naturalezza e spontaneità.

Pretty Face si dimostra utilissimo anche nel delicato processo dell’adolescenza, per superare il disagio provocato dalle veloci trasformazioni corporee. In un’età della vita in cui è particolarmente stretto e conflittuale il legame tra autostima e immagine fisica, il rimedio aiuta a migliorare la percezione di sé e del proprio schema corporeo, a piacersi e accettarsi “come si è”, sdrammatizzando i presunti difetti e la paura del confronto con gli altri.

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