Storia e teoria del training autogeno

Training autogeno teoria

Il metodo del training autogeno è stato elaborato  dallo psichiatra tedesco  Johannes  H. Schultz  all’inizio del secolo. A quel tempo, per il trattamento delle turbe emotive, specialmente nelle manifestazioni dell’isterismo, era molto utilizzata l’ipnosi; ma la sua applicazione aveva bisogno del contatto ripetuto del medico con il suo paziente. Schultz (allievo dell’ipnotista Voght e in seguito aderente al movimento psicoanalitico), cercò invece di  creare delle condizioni di auto-ipnosi, per permettere al paziente di raggiungere da solo, indipendentemente dal terapeuta, uno stato di profondo rilassamento  attraverso un’ipnosi autoindotta. Egli ideò quindi una propria tecnica di allenamento (training), composta da una serie di sei esercizi da apprendere in modo graduale e in un ordine ben preciso, inizialmente sotto la guida di un terapeuta. Esercitandosi poi  a casa, il paziente a poco a poco  si rende autonomo, acquisisce la padronanza della sua distensione e giunge a porsi, da solo, in uno stato di auto-ipnosi e di calma interiore: è lo stato autogeno.

Non si tratta né di sonno né di stato di incoscienza, perché durante il training si rimane sempre consapevoli di tutto ciò che avviene intorno e ci si rende conto di tutte le sensazioni del proprio corpo. Si tratta di una condizione di passività intesa come abbandono totale di ogni tensione, di completo rilassamento muscolare e mentale.

Il training autogeno, oggi diffusissimo nel mondo occidentale, si è ampiamente esteso anche presso culture diverse: per esempio gli psichiatri indiani, così come gli sportivi giapponesi, ne fanno uso da parecchi anni con successo (in Giappone anche lo studio sperimentale del T.A. si trova ad altissimo livello).

In Italia la tecnica ha conosciuto un importante sviluppo fin dagli anni sessanta ed è comunemente applicata nell’ambito della medicina preventiva e psicosomatica, in psichiatria, in psicoprofilassi al parto, in campo educativo e sportivo.

Il metodo originario di Schultz è stato la base di partenza di tutta una serie di diversi metodi di rilassamento, elaborati negli ultimi decenni in Europa e negli Stati Uniti, con lo scopo di svilupparne o perfezionarne alcuni aspetti.

Le più note di queste tecniche sono il metodo di Jacobson, basato sull’alternanza di tensione e distensione durante gli esercizi; il metodo di  rieducazione psicotonica di Ajuriaguerra; il training autogeno analitico di Sapir (in pratica un’evoluzione del T.A. in ambiente psicoanalitico); il metodo Alexander.

Molto noto è il training autogeno respiratorio di Piscicelli, che ha sviluppato una tecnica di psicoprofilassi al parto, oggi molto usata nei corsi di preparazione per gestanti organizzati presso consultori e ospedali.