

E’ un disturbo d’ansia molto comune, il cui termine “tecnico” è rupofobia (dal greco rupo, sporcizia).
Le persone che ne sono affette temono di entrare in contatto con germi, microbi o con lo sporco in generale, e mettono in atto strategie di evitamento o di pulizia ossessiva, come lavarsi continuamente le mani, praticare un’esagerata igiene personale, pulire o disinfettare accuratamente la casa o gli oggetti di uso quotidiano. Se per alcuni (definiti i classici “igienisti”) il disagio si presenta in forma lieve e si manifesta come una semplice esagerazione comportamentale, per molte persone si tratta invece di una situazione patologica fonte di ansia e angoscia. Si parla allora di una fobia o di disturbo ossessivo-compulsivo, in presenza, per esempio, di pensieri ossessivi di contaminazione, rituali compulsivi di lavaggio e disinfezione, comportamenti di evitamento di qualunque rischio di sporcarsi o tendenza al controllo e alla perfezione, sintomi che interferiscono con lo svolgimento delle normali attività della vita quotidiana.

Ma qual è la causa di questa fobia? La paura di non essere puliti esteriormente può riflettere, in realtà, un più profondo timore di essere “sporchi” interiormente, come se la polvere, le macchie o i microbi fossero la simbolizzazione di proprie colpe, “macchie”, difetti o mancanze inaccettabili, che l’inconscio sposta dall’interno all’esterno. Alla radice di questi problemi si trova a volte un’educazione rigida, repressiva o colpevolizzante, che ha fatto sentire il bambino “sbagliato” e quindi sporco, inadeguato, indegno e immeritevole di amore e di fiducia. Il bisogno esagerato di pulire e di cancellare ogni macchia rappresenta allora, simbolicamente, il tentativo di eliminare parti di sé avvertite come sgradevoli e vergognose.
La floriterapia, pur non potendo, da sola, risolvere situazioni realmente patologiche che necessitano di una psicoterapia, può invece essere di aiuto e supporto in situazioni più lievi, quando ancora il disagio è gestibile e coincide con una “normale” tendenza caratteriale all’ordine e alla pulizia.

Crab Apple
Tra i fiori di Bach, il più utile per riequilibrare i vissuti di “sporcizia” e autosvalutazione è sicuramente Crab Apple, che secondo la definizione di Edward Bach è indicato “per quelli che hanno l’impressione di avere in se stessi qualcosa di poco pulito”. Il rimedio, efficace per liberare la mente da pensieri negativi, idee fisse e ossessioni, è di giovamento a chi vede in se stesso difetti e imperfezioni, e spesso li ingigantisce; a chi non si piace e prova vergogna, disgusto o rifiuto di sé e della propria corporeità; a chi vive complessi di inferiorità, senso di inadeguatezza e mancanza di autostima. L’essenza può essere associata a Mimulus per diminuire l’ansia, la paura e la tendenza fobica; a Pine in caso di sensi di colpa e a Larch per rafforzare l’apprezzamento e la stima di sé.

Billy Goat Plum
Nel repertorio dei fiori australiani, una combinazione di rimedi si dimostra particolarmente efficace nel trattamento dell’ansia da pulizia. Boab “lavora” sulle dinamiche e sui modelli familiari (spesso repressivi) che hanno causato schemi mentali negativi, e sui rigidi condizionamenti psicologici che impediscono l’amore di sé e la libera espressione delle proprie potenzialità. Questo fiore è utilizzato in ottima sinergia con Billy Goat Plum, indicato per sviluppare amore e rispetto per se stessi e contrastare la tendenza alla svalutazione, al rifiuto, alla vergogna per il corpo, per la sessualità e per parti di sé (fisiche o psicologiche) considerate sbagliate, sporche e di poco valore, stati emotivi che spesso sono alla base dell’ossessione per la pulizia. Di grande giovamento per rafforzare l’autostima si dimostra anche Illawarra Flame Tree, rimedio efficace in caso di insicurezza, scarsa fiducia in se stessi e sentimenti di esclusione, rifiuto e incapacità. Sturt Desert Rose è invece liberatorio per chi si sente “macchiato” da sensi di colpa dovuti a un’educazione dura, che non ha nutrito la stima di sé.

Pink Monkeyflower
Un aiuto a superare il disagio verso se stessi è offerto anche da Pink Monkeyflower, uno dei fiori californiani più utili in presenza di vergogna, senso di colpa e di indegnità, spesso causati da ferite del passato, traumi o violenze infantili, o esperienze svalutative che hanno cancellato l’amore e il rispetto per se stessi.
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