Maria Elisa Campanini
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Lombalgia, quando non ci si sente “sostenuti”

Lombalgia, un’interpretazione psicosomatica

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Una persona su due ne ha sofferto almeno una volta nella vita. E’ una delle cause più frequenti di visite mediche, esami radiologici e consulti specialistici. La lombalgia colpisce la parte bassa della schiena con una sintomatologia acuta o cronica che provoca difficoltà di movimento, contrattura dei muscoli nella zona lombare e sacrale, impossibilità a piegarsi in avanti e, in caso di lombosciatalgia, dolore e formicolio irradiato agli arti inferiori, che rendono problematica la deambulazione.

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La lettura psicosomatica di un disturbo così invalidante, che spesso si manifesta come colpo della strega e interrompe bruscamente le normali attività della vita quotidiana, suggerisce l’immagine di un “grido” di dolore espresso dal corpo come richiesta di aiuto per una situazione vissuta come “insostenibile”. Può trattarsi di un sovraccarico di lavoro, di impegni, responsabilità e doveri sempre più pesanti e faticosi a cui non ci si permette di dire “no”; di eccessivo spirito di sacrificio associato a incapacità di porsi dei limiti, che portano ad abusare delle proprie risorse interiori. In molte persone si osservano atteggiamenti troppo rigidi, severi, inflessibili, caratterizzati da eccessiva padronanza di sé, ipercontrollo e mancanza di elasticità mentale; difficoltà di adattamento ai cambiamenti, poca flessibilità.

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Parliamo, in ogni caso, di problemi e conflitti interiori irrisolti e “agiti” su una zona corporea simbolicamente associata al concetto di “sostegno” e di appoggio. C’é dunque da chiedersi, in presenza di lombalgia, quali “pesi” eccessivi la persona stia sostenendo nella sua vita familiare, affettiva o professionale; di quali responsabilità si stia caricando, ben superiori alle proprie forze; con quale rigida “corazza” di autocontrollo stia nascondendo una vulnerabilità interiore sempre più difficile da contenere.

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Inoltre, in un’ottica psicosomatica non é infrequente notare che dolori lombari, discopatie o sciatalgie possono scatenarsi in concomitanza di difficoltà economiche, come un licenziamento, un fallimento, una perdita finanziaria; oppure preoccupazioni per spese improvvise e inaspettate, acquisti e mutui onerosi, come se in tali situazioni venisse a mancare qualunque appoggio, solidità e sicurezza esistenziale.

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E’ importante “ascoltare” il linguaggio del sintomo: una lombalgia o un colpo della strega, specialmente se invalidanti, costringono in genere a fermarsi o a rallentare i propri ritmi e dovrebbero indurre una riflessione generale sulla propria vita. Perché non riesco a porre dei limiti alle richieste e alle pressioni esterne? Perché e per chi mi sovraccarico di troppi impegni, doveri e sacrifici? Perché non sono capace di delegare? Quale perfezionismo, quale rigido senso del dovere mi impone di “portare sulla schiena” tutte queste responsabilità? Quali difese sto mettendo in atto per non modificare qualche ambito della mia vita?

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Se si riesce a diventare consapevoli del messaggio che il disturbo ci manda (per esempio quello di fermarsi, rispettare i propri limiti naturali e dedicarsi il riposo che il corpo richiede) diventerà più facile attuare un cambiamento e superare il disagio trasformandolo in un’opportunità evolutiva.

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                                         Oak

La floriterapia ci offre diverse possibilità terapeutiche per favorire la rielaborazione di tante problematiche emotive legate agli stati dolorosi della zona lombare (e non solo).

Tra i fiori di Bach, l’essenza di Rock Water é indicata per le persone rigide, severe con se stesse, con un esagerato senso del dovere che impedisce loro di lasciarsi andare a una maggiore flessibilità mentale e fisica, mentre Oak si dimostra particolarmente utile ai “lottatori” coraggiosi ed instancabili che si sforzano di portare a termine i loro impegni trascurando anche i segnali di stanchezza e “cedimento” del corpo, salvo crollare sotto il peso dello stress.

Centaury é invece il rimedio indispensabile alle persone troppo disponibili e accondiscendenti, incapaci di sottrarsi alle richieste altrui a causa di un Io fragile e di un eccessivo spirito di sacrificio. Quando poi lo stress da sovraccarico é tale da provocare demotivazione, scoraggiamento, calo di energia e la sensazione di “non farcela più”, Elm può essere di grande aiuto per recuperare le forze e l’ottimismo, anche in caso di sindromi acute dolorose.

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                              Flannel Flower

Anche i fiori australiani ci offrono diversi rimedi per sciogliere tensioni e rigidità fisiche e mentali, e riequilibrare stati d’animo, sentimenti ed emozioni che li possono favorire. Crowea svolge un’azione di rilassamento generale in presenza di ansia, inquietudine, tensioni psicofisiche e si dimostra di giovamento per alleviare contratture muscolari e dolori da rigidità; ottima l’associazione con Flannel Flower per “sciogliere” muscoli e articolazioni, facilitare il movimento e la riabilitazione. L’essenza di Hibbertia é consigliata ai soggetti rigidissimi e inflessibili, che somatizzano l’esasperato autocontrollo in una postura molto contratta e in una certa facilità a dolori articolari e lombalgie; mentre Alpine Mint Bush si rivela il rimedio di prima scelta quando lo stress e il rischio di burn-out mettono a rischio di logoramento la propria salute fisica ed emotiva.

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                                Lilac

Non dimentichiamo poi l’utilità di Redwood, uno dei fiori californiani più efficaci in caso di patologie della colonna vertebrale, capace di rivitalizzare l’organismo e rinforzare la struttura fisica. L’essenza di Lilac, infine, é indicata per trasmettere energia alle persone deboli, rinunciatarie oppure troppo accondiscendenti alle pretese esterne, che tendono a “curvare la schiena” sotto il peso delle troppe responsabilità.

Maria Elisa Campanini
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